Il consumo, lo spreco d’acqua e la sopravvivenza del Pianeta

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Analisi ISTAT sul consumo dell’acqua potabile

Lo spreco d’acqua è un problema che ci riguarda tutti . L’acqua ci è indispensabile per un’infinità di ragioni: da quelle più vitali come il bere, a quelle che lo sono magari di meno ma che accompagnano, comunque, svariati momenti delle nostre esistenze (economia, divertimento, estetica, gastronomia ecc.).

Però, il consumo ( o lo spreco ) che spesso ne facciamo rischia di mettere seriamente in forse la sopravvivenza stessa del Pianeta.

Stiamo, infatti, parlando di un utilizzo dell’elemento acqua che ha fatto registrare una crescita del 600% negli ultimi cento anni .

In particolare, per ciò che concerne l’Italia, nel 2017 secondo l’ISTAT è stato proprio il nostro Paese ad avere, tra i 28 dell’Unione Europea, il più elevato prelievo annuo di acqua potabile con 156 metri cubi per abitante.

Il tutto però è avvenuto in un quadro di forniture idriche non sempre soddisfacenti : una famiglia su dieci, sempre lo scorso anno, ha lamentato lacune ed inadeguatezze nei servizi di erogazione di acqua potabile nella propria casa .

Indubbiamente, molti inconvenienti sono stati da addebitare anche al clima che ha caratterizzato una delle estati meno piovose degli ultimi duecento anni e la conferma di ciò ci arriva sempre dall’ISTAT che ci segnala come, nel 2017, i quattro maggiori fiumi italiani ( Po, Adige, Arno e Tevere ) abbiano prodotto una portata idrica inferiore del 39,6%, rispetto alla media trentennale che va dal 1981 al 2010.

I casi di maggiore disagio si sono verificati in Calabria ed in Sicilia, dove oltre un terzo degli abitanti ( rispetivamente il 35% ed il 37,5% ) si dichiarano penalizzati da forniture di acqua scarse ed irregolari.

Non sarebbe però nemmeno corretto chiudere il discorso attribuendo ogni responsabilità al clima o ad altri tipi di fatalità : è importante, infatti, considerare anche gli sprechi di acqua che avvengono in continuazione ed alla cui elimininazione proprio noi, sia pure nel nostro piccolo, possiamo dare un rilevante contributo.

Ad esempio, il 52% degli Italiani non riparano i rubinetti che gocciolano, lasciano scorrere l’acqua quando lavano piatti o alimenti ( 34% ) o usano eccessivamente la vatrici e lavastoviglie ( 32% ).

Vi è poi una differenza di genere anche negli sprechi di acqua : le donne non chiudono il rubinetto mentre si lavano la testa ( 23% ) e gli uomini quando si radono ( 41% ).

Infine, segnaliamo un dato che ci viene dall’IRSA CNR ( Isstituto di Ricerca sulle Acque ) : negli USA il consumo medio familiare di acqua è di 425 litri al giorno contro i 10 litri del Madagascar. Se consideriamo che la Commissione Mondiale per l’Acqua ritiene che il fabbisogno essenziale per un individuo sia da quantificare in 40 litri di acqua al giorno, viene spontaneo auspicare che teconologie innovative ed abitudini comportamentali più responsabili siano presto in grado di razionalizzare la distribuzione idrica nel mondo.