Vino in cartone? Non è poi così male

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I vini in cartone costano poco, sono vendutissimi e anche di qualità discreta.

Stiamo parlando dei vini in brick, vale a dire prodotti poco costosi e non rientranti in alcuna denominazione o indicazione di origine. Nei loro contenitori, alternativi al vetro, i vini in cartone risultano generalmente ben conservati e protetti con efficacia, sia dalla luce che dall’aria.

Convenienza Tv ha esaminato un’analisi di laboratorio effettuata su alcuni dei marchi più noti, che ha evidenziato come i produttori rispettino i vari limiti imposti dalla legge italiana sulla tutela dei consumatori. Ad esempio, il grado alcolico rilevato in laboratorio coincide esattamente con quello che è riportato sulla confezione.

Anche la prova degli assaggi conferma che, naturalmente per la fascia di costi cui essi appartengono, si tratta di vini di qualità accettabile per ricchezza aromatica e per intensità di colore.

In pratica, siamo in presenza di vini che possiamo acquistare senza troppi timori e che presentano alcuni elementi che giustificano il loro consumo ed il loro successo:

1 ) Il prezzo contenuto, dovuto all’imballaggio meno costoso rispetto alla tradizionale bottiglia di vetro, consente un costo che si aggira introno ai 2€ al litro.

2 ) L’imballaggio poco voluminoso e la conseguente praticità di trasporto.

Si tratta, infatti, di confezioni con un imballaggio leggero, infrangibile e maneggevole: l’ideale per un pic-nic, per un campeggio o per una gita all’aria aperta.

3 ) L’imballaggio è anche relativamente ecologico, se non proprio rispetto al vetro, certamente lo è se raffrontato alle bottiglie di plastica.

Quali sono i 10 vini più venduti in Italia? ne abbiamo parlato qui