Usato: il mercato smart che piace agli italiani

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Vola a 21 miliardi annui l’economia dell’usato: piace agli italiani perché è facile,economico e molto ben fornito,il tutto grazie ai mercatini online.

Il commercio degli oggetti di seconda mano, negli ultimi tre anni, si è sviluppato notevolmente fino a raggiungere il volume d’affari di 21 miliardi (1,2% del nostro PIL). Particolare contributo al conseguimento di questo risultato è stato fornito dalle compra vendite on line, aumentate del 72% dal 2014.

Vediamo più in dettaglio i dati che la Doxa ha raccolto su un campione di tremila persone residenti in Italia:

Innanzitutto il boom dell’economia dell’usato è trainato in modo vistoso dalle transazioni che avvengono online (9,3 miliardi di euro su 21 totali),con incrementi del 31% (rispetto al 2016) e del 72% (rispetto al 2014).

In genere ricorre al digitale chi vuole acquistare o vendere alcune categorie di prodotti in maniera specifica, come gli arredamenti, gli oggetti per la casa, i veicoli e le attrezzature sportive.

Sono nati anche abbastanza recentemente negozi di vestiti usati dove si possono trovare capi e accessori vintage di un certo pregio, o dove poter comprare abiti per tutte le occasioni.

Le Regioni italiane maggiormente coinvolte nel commercio dell’usato sono la Lombardia, seguita dalla Toscana e dall’Emilia Romagna, mentre la Sicilia, con il suo quarto posto, è la prima realtà del Sud.

Perché si compra usato?

Si potrebbe pensare che le ragioni che spingono un consumatore ad orientarsi verso l’usato o “second hand” siano esclusivamente di natura economica, ma non è proprio esattamente così,infatti:

  • La convenienza e il risparmio incidono pesantemente (70%)
  • C’è il desiderio di trovare un pezzo di antiquariato, da collezionista o non più in commercio (35%)
  • Si può trovare ed acquisire un oggetto perfetto per una propria esigenza che non si trova altrimenti (10%)

Perché si vende?

Per quanto riguarda, invece, i motivi che possono indurre a vendere abbiamo nell’ordine:

  • la comodità di liberarsi di ciò che è diventato superfluo (55%)
  • la possibilità di comprare cose nuove (21%)
  • realizzare un guadagno (19%).

I nati negli ultimi quarant’anni sono i più dediti a questo tipo di contrattazioni (59%).

In fine, a giudizio del 75% degli intervistati, il mercato dell’usato è destinato a svilupparsi ulteriormente nei prossimi cinque anni, per quattro principali ragioni:

  1. risparmio (49%)
  2. ecologia (45%)
  3. distintive (29%)
  4. possibilità di estendere i consumi a fasce sempre più ampie della popolazione (21%)