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L’OMS contro il made in Italy food, ma con quale credibilità?

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Made in Italy food: grana, olio e prosciutto sarebbero nocivi come le sigarette, ma Governo e industrie nazionali non ci stanno affatto…

L’OMS (l’Agenzia dell’ONU per la Sanità) ha messo nel suo mirino alcuni prodotti simbolo del nostro comparto agroalimentare, made in Italy food, accusandoli per i loro contenuti di sale e di grassi e suscitando, in tal modo, una durissima reazione da parte italiana.

L’iniziativa dell’OMS è mirata alla riduzione di un terzo delle morti per diabete, cancro e malattie cardiovascolari, da ottenersi entro il 2030.

Olio, prosciutto, grana ed altre italiche eccellenze verrebbero così penalizzati dall’automatica imposizione di oneri fiscali maggiorativi e dall’obbligo di riprodurre immagini shock sulle loro confezioni, proprio come già avviene, da qualche anno, per le sigarette.

Quindi, tanto per precisare meglio, il Parmigiano Reggiano sarebbe equiparato ai prodotti da fumo con inevitabile calo della sua presenza sui mercati internazionali.

Resterebbero, invece, esentati dal taglio della falce newyorkese gli alimenti dietetici privi o poveri di zuccheri, ma – ironia della contraddizione – invece ben ricchi di aspartame….

L’olio di oliva poi…non era il componente principale di quella dieta mediterranea così spesso caldeggiata proprio da questa Agenzia dell’ONU?

Verrebbe, dunque, da sospettare che le ragioni che muovono l’OMS, seppure ispirate da intenzioni più che lodevoli, vengano poi però, in concreto, condizionate  anche da fattori di stampo decisamente più commerciale.

La risposta italiana

Il ministro per le Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, ha parlato di “volontà di ridimensionare i prodotti italiani”, evidenziando, tra l’altro, anche l’inaccettabilità del fatto che le nostre eccellenze gastronomiche vengano considerate meno sane di tanti altri cibi, magari chimicamente lavorati, ma normalmente in vendita nei supermercati americani.

Il 27 settembre si terrà, a New York, un’assemblea nel corso della quale verrà “processato” l’italian food e c’è veramente da credere che i nostri rappresentanti diplomatici ed industriali faranno sentire assai bene la loro voce.

OMS affidabile al 100%?

Fino a che punto sono così scientificamente ineccepibili tutte le raccomandazioni che l’ OMS sforna con sistematica periodicità?

Se andiamo a spulciare un po’ – come ha fatto il Journal of Clinical Epidemiology – tra le varie Raccomandazioni dell’Agenzia, scopriremo che su 456 oltre la metà erano basate su studi di bassa qualità o, comunque, troppo datati: come per un provvedimento sui danni causati dall’introduzione dello zucchero nelle diete dei bambini, che si fondava sui dati emersi cinquant’anni fa da un’indagine condotta in Giappone sul formarsi delle carie dentali…

L’OMS considera la nutrizione come se fosse banalmente solo la somma di più parti tra di esse separate, mostrando così la sua inadeguatezza. La dietologia moderna preferisce valutare qualità e compatibilità di un determinato alimento, inserendolo in un quadro analitico più complessivo, senza determinare dogmaticamente a priori cosa sia sano oppure nocivo.