Economia e disastro ambientale: persi 14 milioni di alberi

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Disastro ambientale: la perdita di 14 milioni di alberi è un evento capace di compromettere l’equilibrio ecologico e ambientale di vaste aree collinari e montane

Pensiamo alla scomparsa di abeti e faggi bianchi e rossi che hanno dovuto subire il Trentino, il Veneto ed il Friuli, regioni nelle quali si calcola che occorrerà circa un secolo prima che venga ripristinato uno stato di normalità.

Il danno, tra l’altro, non riguarda solamente la distruzione di una grande quantità di vegetali, ma coinvolge anche pesantemente tutte le popolazioni di mammiferi, uccelli e rettili che, del disastro ambientale, risulteranno certamente essere le vittime più immediate.

Inoltre, resterà sempre alto l’allarme relativo ai rischi di frane e smottamenti che la mancanza di coperture vegetali renderanno sempre più frequenti, ogni volta che piogge forti si abbatteranno sulle zone in questione.

Per difendere i boschi italiani bisogna, quindi, ricreare le condizioni per contrastare l’abbandono delle campagne.

Ma c’è anche un’emergenza economica ed occupazionale

Infatti, in un Paese come l’Italia che importa ben l’80% del legno che consuma, il danno ambientale va senza dubbio ad aggiungersi a quello economico – occupazionale, con significative ricadute negative su tutta la filiera del legno e sui comparti legati alla raccolta dei frutti di bosco e dei funghi. E sono anche scontate le conseguenze penalizzanti che le turbolenze di questi giorni non potranno che esercitare sugli aspetti paesaggistici e sulle loro inevitabili ripercussioni sulla fondamentale industria del turismo.

E’ solo colpa della natura?

Indubbiamente, la violenza inusuale delle raffiche di vento ha giocato un ruolo determinante nel causare tutti questi disastri, ma non bisogna trascurare neanche il fatto che l’incuria e l’abbandono possono aver contribuito in misura notevole: infatti, l’avanzata senza controllo delle foreste che occupano terreni ormai lasciati incolti è giunta a coprire circa un terzo di tutta la superficie nazionale. Il tutto con una densità che ne rende assai problematica ogni attività di manutenzione, difesa o sorveglianza.

E’ interessante rilevare il dato che la superficie coperta dai boschi è praticamente raddoppiata negli ultimi 150 anni, anche se, a causa della cessazione di tante attività agricole, buona parte di essa si trova oggi in uno stato di completo abbandono.

Riscoprire la bellezza e l’utilità dell’agricoltura

Se si vuole difendere il bosco italiano è indispensabile, quindi, ricreare le condizioni che favoriscano il ritorno a quelle economie agricole che sono le sole in grado di garantire le tradizionali funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione territoriale da sempre esercitate dagli imprenditori agricoli e dai consorzi forestali.